Ho sempre avuto un’insana passione per i cappellini anni ’20 e ’30, ed ho invidiato moltissimo chi un giorno è riuscito a riesumarne uno in una qualche bottega vintage. Sempre questo qualcuno, ormai tantissimo tempo fa, mi chiese di partecipare a qualcosa, che ancor oggi stento a definire (un contest?) e dei cui risultati sono ignara.
Mai fatto un cappello io, questo è il primo (e l’ultimo, per il momento).
Un delirio assurdo per trovare i materiali adatti. In effetti non li ho proprio trovati, quindi ci ho dato giù di adesivo. La stoffa, trovata al lido di Venezia era di un color bronzo che neanche se doveste vestirvi da pralina al gianduia. Si, era troppo eccessiva, mi è stato fatto notare, forse forse qualche signora veneziana con un gusto trash per tutto ciò che sbrilluccica l’avrebbe ben accolto (poi se vogliamo parlare dei gusti tamarri delle sarte apriamo un forum a parte…). Io di sicuro non l’avrei mai indossato, o forse si. Problema risolto cucendo il rovescio, che è di un sobrio nero con qualche pagliuzza bronzea che s’accende con la luce. Il dritto l’ho lasciato all’interno della tesa, che lì non disturba mica. La fascia è in stoffa afro e presto vedrete un mini abito della medesima. Prevedevo di metterci un fiore, un qualcosa, ma alla fine mi son fatta irretire dalla linea semplice di questo cappello. Odio il barocco.
Per chi voglia provare a confezionare questo tipo di cappello allego il cartamodello (penso sempre a quel qualcuno). E’ per una testa di medie dimensioni, ad esempio a me sta largo. Quindi fate attenzione.




Bello, soprattutto la fascia centrale
“rin di bells and bit di drom”
…l’ho ascoltata tutta…
meritava assolutamente.
adoro i cartamodelli on line.
Sto confezionando questo cappello, per ora è solo imbastito e devo rimpicciolirlo un poco ma promette proprio bene
Grazie mille del cartamodello!
Figurati Simona! Sono contenta per te e per il tuo nuovo cappello! Consiglio sempre di confezionarne uno di prova così da valutarne possibili modifiche, perchè ogni testa è unica!